Anche se mantieni un tasso di cloro corretto, l’acqua diventa torbida dopo alcuni giorni di sole. Il problema spesso deriva dal CYA, l’acido cianurico, questo stabilizzante che protegge il cloro dai raggi UV ma che, se dosato male, blocca tutta la catena di disinfezione. Gestire il tasso di CYA di una piscina significa trovare il punto di equilibrio tra protezione solare ed effettiva efficacia del trattamento.
Rapporto tra cloro libero e CYA: il vero indicatore di disinfezione
La maggior parte delle guide si concentra sulla gamma di CYA in ppm. Si misura, si confronta con la tabella, si aggiusta. Il problema è che un CYA nella norma non garantisce un’acqua sana se il cloro libero non è calibrato di conseguenza.
Un bacino con un CYA elevato può mostrare un cloro a 3 ppm sulla striscia e dare l’impressione che tutto vada bene. In realtà, il cloro attivo disponibile per disinfettare è molto basso quando il CYA aumenta. La molecola di cloro rimane legata allo stabilizzante e non si libera abbastanza velocemente per neutralizzare batteri e alghe.
In pratica, si adatta l’obiettivo di cloro libero al livello di CYA misurato. Più alto è lo stabilizzante, più deve essere elevato il cloro. È un rapporto, non due valori indipendenti. Se desideri approfondire il tasso di cya piscina su Be At Home, questo meccanismo di legame cloro-stabilizzante è dettagliato.
Durante i periodi di canicola e di uso intensivo, questa adattamento diventa critico. Il calore accelera il consumo di cloro libero, e un CYA troppo elevato impedisce al disinfettante di seguire la domanda. Ci si ritrova quindi a sovradosare il cloro per compensare, il che genera ulteriori sottoprodotti di disinfezione (clorammine, trialometani). Gestire il CYA significa anche limitare l’esposizione a questi composti irritanti.

CYA troppo alto in piscina: uscire dalla trappola dei pastiglie stabilizzate
Lo scenario classico: si usano pastiglie di cloro stabilizzato (dicloro o tricloro) dall’apertura del bacino. Ogni pastiglia aggiunge una dose di CYA che non evapora, non si degrada e si accumula settimana dopo settimana. A metà stagione, lo stabilizzante raggiunge livelli in cui il cloro diventa quasi inoperante.
L’acido cianurico non si distrugge naturalmente nell’acqua. Né il sole, né la filtrazione, né i prodotti correttivi del pH lo fanno abbassare. L’unico metodo affidabile per ridurre un eccesso di CYA rimane lo svuotamento parziale.
Svuotamento parziale: la procedura concreta
Si svuota tra un quarto e un terzo del volume del bacino, poi si completa con acqua nuova. Si attende la ricircolazione completa (filtrazione in funzione per diverse ore) prima di ritestare il CYA. Se il tasso rimane troppo elevato, si ricomincia.
- Interrompere il riscaldamento e il trattamento automatico prima di svuotare per evitare malfunzionamenti della pompa o della cella
- Non svuotare mai completamente un bacino interrato senza verificare la pressione della falda freatica, il rischio di sollevamento è reale su alcuni terreni argillosi
- Ritestare il CYA almeno 24 ore dopo il riempimento, poiché la dissoluzione dello stabilizzante residuo richiede tempo
I riduttori chimici di CYA esistono, ma i feedback variano su questo punto. Alcuni professionisti della piscina riportano risultati corretti, altri constatano un’efficacia limitata o temporanea. La diluizione rimane la soluzione sicura.
Passare al cloro non stabilizzato: quando e come
La logica è semplice: se il CYA aumenta da solo a causa delle pastiglie, si smette di aggiungerle. Si passa a un cloro non stabilizzato (ipoclorito di calcio, candeggina, o elettrolisi al sale) e si gestisce lo stabilizzante separatamente, aggiungendo acido cianurico puro solo quando il tasso scende sotto la soglia bassa.
Questo approccio richiede un po’ più di rigore all’inizio. Il cloro non stabilizzato si degrada più rapidamente sotto i raggi UV, il che impone aggiunte più frequenti o un sistema automatizzato. In cambio, si mantiene il controllo totale sul CYA.
Qualità dello stabilizzante puro: un dettaglio che conta
Tutti i prodotti stabilizzanti venduti nei garden center non sono uguali. La purezza dell’acido cianurico varia a seconda dei produttori, e impurità possono falsare le misurazioni o disturbare l’equilibrio dell’acqua. Privilegiare uno stabilizzante di qualità tecnica riconosciuta evita brutte sorprese, soprattutto quando si dosa al grammo per un piccolo bacino.
Misurare il tasso di CYA in piscina: affidabilità dei test
Il test di torbidità (reattivo alla melamina) rimane il più comune in uso domestico. Si versa un campione d’acqua in un tubo graduato, si aggiunge il reattivo e si osserva a quale livello il punto nero sul fondo scompare. Semplice, ma impreciso oltre 100 ppm.
- Le strisce multi-parametriche includono a volte un indicatore CYA, ma la loro precisione su questo parametro è bassa rispetto al pH o al cloro
- I fotometri elettronici offrono una lettura più affidabile, a condizione di rispettare la procedura di calibrazione
- Far analizzare un campione in un negozio specializzato una o due volte per stagione permette di ricalibrare le proprie misurazioni
Si misura il CYA almeno una volta al mese in stagione, e sistematicamente dopo un apporto d’acqua significativo (forti piogge, svuotamento parziale, riempimento). Un test mensile è sufficiente quando si utilizza cloro non stabilizzato, poiché il CYA non si muove più da solo.

Il tasso di CYA ideale si colloca tra 30 e 50 ppm per un bacino trattato con cloro classico, e tra 60 e 80 ppm per una piscina al sale. Oltre 100 ppm, anche un cloro libero elevato perde il suo potere disinfettante.
La vera gestione dello stabilizzante non consiste nel puntare a un numero fisso, ma nell’aggiustare continuamente la coppia CYA-cloro in base alla temperatura, alla frequentazione e al tipo di trattamento. Un bacino dove lo stabilizzante è controllato consuma meno prodotti, irrita meno la pelle e mantiene un’acqua limpida senza sforzi eccessivi.



